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Una copia del libro 'Corso
di BlogWriting'

è stato 'liberato' in BookCrossing in data 8 agosto 2009 (alle ore 16.00 circa) presso la libreria Giubbe Rosse di Firenze (zona ufficiale di scambio) nell'apposito spazio riservato.

Per chi non lo sapesse, il BookCrossing è una pratica internazionale (alcuni parlano di ‘gioco’) secondo la quale un libro, che sia stato letto o meno, viene ‘liberato’ in un luogo frequentato o in apposite zone perché sia da altri raccolto, letto (ma non necessariamente) e quindi nuovamente diffuso.
La finalità è quella di condividere il sapere, liberamente, o almeno una parte di esso, al di là dei limiti angusti delle logiche proprietarie e dei costi dei libri.
La filosofia di fondo è senz’altro quella detta (lo sharing dei libri), ma in realtà vi è anche una componente sociologica, ludica, che è quella di far viaggiare per l’Italia e per il mondo un qualcosa che anche per poco tempo è stato nostro e di cui teoricamente possibile seguire le tracce.
Nel nostro Paese, si legge pochissimo e poiché il BookCrossing richiede ulteriori competenze e condizioni per la sua praticabilità (disponibilità a ‘regalare’ ciò che si è comprato, familiarità con il computer, mentalità ‘aperta’ alla perdita materiale di un bene al fine di garantirne la condivisione) oltre alla passione per leggere ecco che finisce per essere un’attività svolta da pochissime persone.
Il termine BookCrossing significa letteralmente ‘incrociare un libro’ con ciò volendo sottolineare l’aspetto ecumenico della intersecazione (casuale) dei destini di persone (che non si conoscono) mediante il mezzo della lettura di uno stesso testo.
Leggere, come si sa, è per lo più un’attività solitaria e silenziosa e con il BookCrossing si ha la possibilità di rovesciare questa limitazione facendo partecipare altri alla stessa passione.
Questo sistema particolare di circolazione dei libri nasce da un’idea di Ron Hornbaker, un webdesigner americano, che insieme alla moglie Kaori, nel 2001 ha aperto un sito web che consentiva la tracciabilità dei testi ‘rilasciati’ con il metodo del BookCrossing. Nell’aprile 2008 il sito aveva più di 659.000 membri con più di 4.660.000 i libri registrati (dati voce Wikipedia) mentre l'Italia, che per molti anni è stata terza nel mondo dopo USA e Canada, ha ceduto il passo ad altri Paesi (come Inghilterra, Germania, Spagna e Australia) vantando ‘solo’ circa 20.300 iscritti.
Ma cominciamo con ordine: per fare BookCrossing occorre, prima di liberare il libro, ottenere un numero identificativo per il libro stesso, il cosiddetto BCID (BookCrossing identification) che altro non è se non il numero identificativo del libro, la targa che in modo univoco contrassegnerà il testo per tutta la sua vita all’interno del circuito di BookCrossing. Ci potranno pertanto essere anche più copie dello stesso libro in circolazione ancorché con numero identificativi diversi.
Per ottenere il BCID occorre registrarsi (gratuitamente) presso il sito ufficiale di BookCrossing (quello di Ron Hornbaker, appunto, ma in inglese) ma potrebbe risultarti più facile accedervi attraverso il sito italiano di BookCrossing. Su quest’ultimo sito, in particolare, potranno essere lette le utili indicazioni, in italiano, di come fare per compilare il form, in inglese, del sito americano. In particolare puoi leggere la pagina BookCrossing for Dummies.
Verranno richiesti i tuoi dati, quale bookcrosser (se non sei già registrato), tra cui il tuo screenname (vale a dire il nick che ti contraddistinguerà come bookcrosser) l’indirizzo mail (quest’ultimo rimane noto solo al sistema e non viene diffuso) oltre ad altri dati che formano il tuo profile (quali la localizzazione del Paese, della regione e della città).
Effettuata la registrazione viene messa a disposizione del bookcrosser una libreria, la propria (bookshelf) alla quale potrà accedere digitando direttamente l’indirizzo:
http://www.bookcrossing.com/
mybookshelf/screenname
dove per screenname va inserito quello usato al momento della registrazione. Memorizza bene l’indirizzo mail che hai indicato e la password perché ti verranno richiesti, ogni volta che accedi al sito ufficiale, per entrare, come utente registrato, nella tua libreria personale e comunque nella parte a te riservata.
Nel bookshelf sono elencati tutti i libri da te liberati e quelli ritrovati oltre al profile che è sempre modificabile.
All’interno del bookshelf attraverso il register book registri il libro (sempre per ottenere il BCID per il libro da liberare e che ancora non hai) e i dati propri del libro da liberare. La registrazione si incentra sul numero ISBN (International Serial Book Number) che trovi all’interno del libro. Se la ricerca dell’ISBN non dà esito positivo (il database americano o europeo su ci viene effettuata la ricerca potrebbe non averlo in carico per la vendita ) occorre inserire i relativi dati (Autore, titolo, edizione, compreso il genere letterario).
Una volta ottenuto il BCID (la ‘targa’) bisogna apporla sul libro (ve ne sono di vario tipo, classiche, ma anche artistiche, preconfezionate, da trascrivere, ma per non sbagliare ti consiglio di rifarti alla sezione ‘materiale’ dove potrai trovare quella che fa per te o trarre spunto per fartene una tutto tua.
Le etichette (da stampare su un foglio e quindi attaccare al libro con un po’ di colla) in verità sono due. Una esterna e una interna .
Quella esterna, da attaccare alla copertina, serve per far capire subito che si tratta di un libro ‘speciale’ con un rimando (per mancanza di solito di spazio, onde non coprire parti importanti della copertina) alle pagine interne dove l’etichetta interna darà una spiegazione anche sintetica dello scopo del ‘gioco’ con le relative istruzioni (di cosa fare quando si trova il libro, quale sito contattare per la segnalazione e la nuova liberazione e altro). Chi raccoglie il libro deve infatti essere informato che non si tratta di un testo dimenticato da qualcuno per disattenzione, ma appunto di un libro ‘liberato’ da rimettere in circolazione.
L’etichetta esterna deve essere applicata sulla copertina del libro in modo che sia subito evidente che tipo di libro si tratta (di un libro ‘liberato’) badando bene di attaccarla in modo tale da non cancellare titolo e autore del libro.
Per fare poi una cosa davvero fatta bene (io mi sono comportato così, ma forse solo perché il libro oltre a essere mio era anche scritto da me) si può mettere al libro una copertina di plastica trasparente (ce ne sono di economici in commercio), che, al momento opportuno, saprà, anche se solo per poco, proteggere il libro da intemperie, mani non pulite, polvere e altro. Va da sé infatti che con l’umidità, il sudore o la pioggia quanto meno l’etichetta esterna può essere sottoposta a un’usura tale da farla diventare prima o poi illeggibile (per sbavature o abrasioni), perdendosi l’effetto immediato di segnalare che si tratta appunto di un libro ‘liberato’. Sicuramente una copertina preserva poi il libro in sé e gli assegna quel non so che di oggetto ‘prezioso’, cui si è dedicato cura e attenzione, che non guasta.
Sconsiglierei invece di inserire l’etichetta all’interno del libro, come fosse un foglio aggiunto, cioè mobile, non fissato solidalmente alla struttura del testo. Fatalmente si perderà dopo pochi passaggi o sarà sottoposto a un’usura tale da renderlo inservibile. La perdita delle spiegazioni essenziali fa uscire il libro dal circuito del bookcrossing e renderà inutile tutto il lavoro che si è fatto. La non conoscenza del numero di BCID rende infatti impossibile la tracciabilità del libro.
È anche chiaro che se non si volesse stampare alcuna etichetta, possono essere scritte le indicazioni essenziali (esterne e interne) anche a penna all’interno del libro, purché in modo ben visibile e di immediata percezione. Tra le indicazioni essenziali vi sono: l’indicazione del numero di BCID, la spiegazione del sistema di circolazione del bookcrossing, il sito americano e quello italiano.
Chi intende far viaggiare in questo modo un libro può scegliere di lasciarlo in zone apposite (si tratta delle BookCrossing Zones, cioè delle Zone Ufficiali di Scambio, abbreviate come OCZ o OBCZ ) deputate allo scambio di questi libri, portare il libro a un meetup, vale a dire agli incontri (estemporanei o meno) tra bookcrosser, consegnare il libro a una persona in modo diretto o spedendoglielo, rilasciare il libro 'into the wild' (alla selvaggia) vale a dire su una panchina , su un treno, sull’autobus…
Una volta rilasciato il libro il bookcrosser (in Italia si fanno chiamare bookcorsari o corsari, ma certamente è un termine che sembrerebbe quasi stravolgere la filosofia di fondo di cui si era parlato all’inizio) ti riconnetti al sito e più precisamente al tuo bookshelf e quindi al journal del libro di cui conosci ora (e solo tu) il BCID; qui emetterai la release note, la nota di rilascio, in cui spieghi che quel dato libro è stato liberato e dove (ma c’è chi la release note la scrive anche in anticipo creando aspettativa, così come c’è chi la release non la scrive per nulla, anche perché questo non impedisce la successiva segnalazione di ritrovamento).
La release note può spingere altri bookcrosser al go hunting, vale a dire andare alla ricerca del libro secondo le indicazioni date dal bookcrosser che ha emesso la release.
Se trovi un libro liberato e quindi decidi di seguire le istruzioni, non devi far altro che collegarti al sito, alla pagina:
http://www.bookcrossing.com/numeroBCID
dove al posto di numeroBCID deve inserire il ‘numero di targa’ del libro ritrovato e che è formato da due serie di numeri (uno di tre, l’altro di sei cifre, separate da un trattino). Fatto questo entri nel journal del libro di cui ho parlato prima.
Qui c’è un form (un modulo elettronico da compilare) dove potrai anche rilasciare commenti sul ritrovamento e sul libro e addirittura caricare una fotografia del ritrovamento.
Chi ha liberato il libro verrà a sapere in automatico (anche se non gli mandi un messaggio privato) che hai trovato il libro segnalando il ritrovamento.
Potrai, se lo vuoi (ma non è indispensabile) attraverso un sistema di messaggistica interna al sito (ma chi scrive non sa l’indirizzo del bookcrosser e viceversa) mandare un messaggio al primo bookcrosser che ha liberato il libro.
Su quello stesso journal, cui prima ho fatto riferimento, verranno annotate tutte le vicende del libro BCID scandendone la storia e il percorso effettuato in una sorta di cronologia del percorso effettuato dal libro dal giorno del rilascio.
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BRICIOLANELLATTE © - 2010
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Il Corso di BlogWriting è un manuale che si offre come un utile strumento per quello
scrittore che vuole comunicare attraverso il canale on-line e, in particolare, attraverso una nuova forma di scrittura: quella del Blog e del relativo post-racconto. Nulla viene tralasciato: da un ripasso delle regole grammaticali di base alla punteggiatura, passando per le figure retoriche, il lessico, per poi arrivare all’analisi dei dialoghi. Durante il Corso, inoltre, viene data particolare importanza a un elemento fondamentale, ossia la creatività dello scrittore.
Ma non è tutto: se la creatività è tanto importante da guadagnarsi un capitolo a sé nel quale suggerire metodi teorici e pratici per superare il cosiddetto “blocco dello scrittore”, lo stile e la grammatica lo sono altrettanto da meritarsi un ulteriore capitolo che tratta l’editing
e i relativi metodi di correzione del testo. Infine, viene dedicato parecchio spazio sia alla costruzione dei personaggi, sia alla struttura del racconto stesso, analizzando momenti topici
come il climax e il colpo di scena. Tutto ciò viene supportato da una serie di esempi nella forma di brevissimi racconti, pubblicati
nel Blog:
(CARAVAGGIO EDITORE)
Le etichette per il BookCrossing che ho predisposto io stesso, per il libro 'Corso di BlogWriting', che ho liberato, le puoi trovare on.-ine. Quella esterna si trova aa questo indirizzo (--> etichetta esterna) mentre quella interna a quest'altro indirizzo (--> etichetta interna). Per ‘costruire’ con un applicativo grafico entrambe le etichette ho tratto libero spunto da altre etichette già presenti nella sezione ‘materiale’ del sito www.bookcrossing-italy.com, per essere state messe a disposizione da altri utenti. Le ho adattate per le mie esigenze da un lato togliendo quel tono un po’ enfatico pre-sente in quelle disponibili e dall’altro dando in concreto indicazioni più chiare su come fare per registrare il libro, insistendo anche della preferibilità di rilasciare il libro in bookcrossing in am-bienti protetti, cioè al chiuso e quindi ‘asciutti’, allungando così la vita al libro e aumentare le chances di circolazione del libro.
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