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CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO
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IN QUESTA SEZIONE:
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NUOVI APPUNTI'

Sommario

Una riflessione
Il lettore
Oralità e scrittura
Il testo non inveccchia
Quale strumento
La punteggiatura? Parliamone
Siamo punti o virgole?
Virgole come se piovesse
Un punto per te e uno per me
Fermate quel punto!
Lingua, lessico e linguaggio
Se mi viene in mente
Il luogo dell'amima
Chi ha tempo non aspetti tempo
Per poterla spuntare
Pronto, chi narra?
Tramando nell'ombra
Quando l'autore cerca il personaggio
Una scheda per tutti
Il personaggio e la sfera
L'importanza di chiamarlo Ernesto
Un, due, tre, pronti? Immagina
Un ponte fra le immagini
L'eco del racconto

Statistiche


Un fattore importante del blogtale è quello del tempo. Occorre distinguere tra il tempo della storia e quello del racconto, tra la durata di accadimento e il ritmo del narrare.

Dal punto di vista della sincronizzazione tra fabula e intreccio posso raccontare la mia storia in tempo reale, vale a dire mentre il fatto si sta svolgendo (o mentre fingo che lo sia, il che è lo stesso). Questa modalità temporale è tipica del blogtale che, come brano dalle dimensioni contratte, si presta al racconto ‘mentre sta accadendo’.

Posso anche raccontare un qualcosa che è accaduto nel passato ambientandolo in un tempo non presente ovvero muovendo il racconto nel presente ma con flashback nel passato (ma posso anche adattare il racconto nel passato con anticipazioni del presente).

Nel racconto per blog, questo ‘lavoro’ su più piani temporali, può però risultare più complesso di quello che può sembrare dovendo l’autore stare attento a non risultare equivoco nel passaggio da una linea temporale all’altra (equivocità che la brevità del blogtale potrebbe non essere in grado di chiarire) magari non facendo comprendere sufficienza a chi legge che ci si è spostati in un’altra epoca.

Ma il ‘tempo’ entra in gioco anche in termini di durata, come decorso della storia e della narrazione. La fabula può ‘accadere’ in pochi minuti o nell’arco di un mese, di un anno. È evidente che il narratore nell’ipotesi di lunga durata della
fabula non possa e non debba raccontare tutto quello che il personaggio fa durante tale periodo, ma debba rivolgere la propria attenzione a quello che di importante va raccontato ai fini dell’intreccio.

È in questa scelta di ciò che va ‘cristallizzato’ nella trama e di ciò che invece va obliterato, che si nasconde il segreto del saper catturare l’interesse del lettore.

Se l’azione va da una parte e l’autore racconta altre cose, belle sì ma di contorno, senza un reale supporto (che non sia meramente estetico) alla storia narrata, il lettore potrà annoiarsi e smettere di leggere.

Se la durata della narrazione è più lunga della storia, ciò significa invece che l’autore sta divagando, racconta altri fatti per arricchire il racconto. La dilatazione del tempo narrativo non si concilia come è evidente con il blogtale trovando piuttosto un suo proprio spazio nei racconti lunghi o nei romanzi.

Se invece la durata della narrazione è pari o più breve di quella della storia, l’autore ha operato delle scelte di prospettiva, eseguendo tagli sulla linea temporale, accelerando (o facendo precipitare) l’intreccio puntando sull’accadimento degli eventi.
Questo discorso porta peraltro a trattare l’altro aspetto del tempo: il ritmo della narrazione (il ritmo della fabula, infatti, non ci interessa, perché su quella non si può intervenire).

Il ritmo del racconto è il suo incalzare nell’orecchio del lettore, è l’entrare in pressing con la sua voglia di sapere quello che deve succedere. Il ritmo (da non confondersi con la fluidità dello scritto, che è un aspetto formale attinente alla composizione delle parole e delle frasi) è l’elemento chiave di ogni buon blogtale.

È l’invisibile metronomo del narrato e la sua cadenza non è di lettura, ma di scrittura. Il racconto brevissimo, come ho avuto modo di scrivere altrove, ha una sua ‘emivita’ molto bassa, nasce e si consuma in pochi attimi, come un corto respiro, un pensiero evocato per iscritto. Il ritmo del racconto serve per esaurire la trama, bruciarla, lasciando un’eco nell’immaginazione di chi ci legge.

Si può influire sul ritmo del racconto innanzitutto con la punteggiatura (come si è già detto a proposito di questo argomento) ma anche con la brevità delle frasi.

Una frase che contiene coordinate o subordinate (come parentesi o incisi lunghi) inevitabilmente rallenta quello che l’Autore sta dicendo con la scrittura interferendo persino sul come il messaggio narrativo potrà pervenire al lettore.

Influisce sull’accelerazione del racconto: il dialogo serrato tra i personaggi (ma può anche trattarsi di un monologo); il mutamento repentino di prospettiva narrata come se la macchina da ripresa cambiasse spesso inquadratura o riprendesse un determinato personaggio inseguendolo durante lo svolgimento dell’azione; infine il cambio di attenzione sui personaggi che di volta in volta ‘fanno la storia’.
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BRICIOLANELLATTE © - 2009
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(ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2008)


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