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UN PUNTO PER TE E UNO PER ME
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NUOVI APPUNTI'

Sommario

Una riflessione
Il lettore
Oralità e scrittura
Il testo non inveccchia
Quale strumento
La punteggiatura? Parliamone
Siamo punti o virgole?
Virgole come se piovesse
Un punto per te e uno per me
Fermate quel punto!
Lingua, lessico e linguaggio
Se mi viene in mente
Il luogo dell'amima
Chi ha tempo non aspetti tempo
Per poterla spuntare
Pronto, chi narra?
Tramando nell'ombra
Quando l'autore cerca il personaggio
Una scheda per tutti
Il personaggio e la sfera
L'importanza di chiamarlo Ernesto
Un, due, tre, pronti? Immagina
Un ponte fra le immagini
L'eco del racconto

Statistiche



Da ultimo mi occuperò del punto.

Come si è visto, a proposito della virgola, il punto è il secondo segno di interpunzione più usato in assoluto sia perché ha una sua sfera di competenza ben precisa (‘ferma’ la frase, dandole un senso compiuto) sia perché negli ultimi anni ha accresciuto la sua sfera di utilità. Ha infatti eroso i campi di influenza propri non solo del punto e virgola, che da qualche tempo non si sa più quando usare (sulla questione si veda l’articolo su questo
specifico segno) ma anche del due punti.

Ne deriva, a volte anche al di là delle reali intenzioni dell’autore, una scrittura sincopata, a singhiozzo, con respiri cortissimi che non sempre ‘fanno’ una buona prosa.

Il punto (quando non è usato ovviamente nelle parole abbreviate) ha, come si è anticipato, il delicato compito di ‘creare’ il periodo, di dargli struttura finita. Fino a quando si usano gli altri segni di interpunzione (con eccezione dei punti esclamativo e interrogativo) il flusso del dire rimane aperto, il lettore è ancora in ascolto e attende che lo scritto prosegua per completarsi.

Con il punto si assegna dignità consuntiva alle parole già scritte, cristallizzandole in una sorta di finitezza, tanto che il lettore può abbozzare un primo giudizio, pur se parziale in vista dell’ultimo punto.

Dopo questo segno il dire ricomincia con un altro segmento narrativo, che, sebbene legato in qualche modo a quello precedente secondo un ordine voluto, ha in sé il germe della rigenerazione, dell’innovazione, come testimoniato dal fatto che la prima parola della nuova frase deve avere la lettera maiuscola, fatto questo che è di per sé un segnale di rinnovamento, di novità rispetto a ciò che ha preceduto.

Una distinzione importante che va poi fatta a proposito del punto è senza dubbio quella tra il punto ‘a capo’ e quello apposto sulla stessa riga. Mentre in quest’ultimo caso la frase si arresta, ma aspetta di ripartire, perché l’argomento trattato è lo stesso, nel punto e a capo la pausa è più lunga e rappresenta una cesura tra argomenti dissimili tra loro, facendo registrare un vero e proprio salto narrativo più o meno marcato, simile a quello che lo sguardo deve fare per cercare nella riga sottostante , verso il margine sinistro, la ‘radice’ dove il testo riprende.

Il punto fermo inoltre è un segno sia di scrittura che di lettura a testimonianza della ‘pienezza’ delle sue funzioni. La letteratura è in fondo un viaggio scandito da punti, da uno all’altro fino a quando non si incontra quello definitivo (una specie di metafora della vita). In mezzo ci sono parole e altri segni convenzionali che tengono insieme la
fascinazione del raccontare (o del vivere).

Imparentati con il punto fermo sono i puntini di sospensione (cui va tutta la mia simpatia nonostante siano tanto osteggiati dai ‘puristi’) esprimendo una pausa altrettanto lunga facendo in ciò compagnia al punto esclamativo e quello interrogativo, come si è detto; tuttavia i puntini, rispetto al punto fermo, hanno in sé qualcosa di misterioso, di detto e non detto, di sfumato, di mascherato che apre a diverse interpretazioni.

Ciò che non è stato reso palese nella frase potrà esserlo di lì a poco o alla fine del racconto o addirittura mai. È un’aspettativa aperta sull’incertezza del suo disvelamento sempre possibile, in qualunque momento. Alla rarefazione del narrato il lettore potrà reagire predisponendo un ventaglio di congetture circa le intenzioni non espresse dell’autore, elucubrando sulle allusioni e sulle congetture.

Vi è dunque un’attesa come per il due punti; ma mentre in quest’ultimo caso la promessa viene prontamente mantenuta nel prosieguo della frase, nei puntini di sospensione si perde tra le righe, come acqua nella sabbia.

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(ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2008)


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