>> IL WEBLOG DI BRICIOLANELLATTE
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'FAQ':
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Faq/2

INDICE DEL LIBRO
LA COPERTINA DEL LIBRO
LA QUARTA DI COPERTINA

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1.
- Perché il nick Briciolanellatte?
In un primo momento avevo pensato di usare come nick la sola parola
‘briciola’, in quanto mi piaceva il riferimento a qualcosa
di semplice, ma anche di essenziale e utile come il pane. Volendo raccontare
fatti ed episodi della vita di provincia – che ha, di suo, uno
stile di vita dai ritmi lenti e pazienti che ricordano appunto la preparazione
del pane (come si faceva un tempo) – mi pareva quindi abbastanza
indicato. Ma poi ho capito che era un termine generico, non sufficientemente
individualizzante e tutto sommato abbastanza confondibile con altri
nick o altri nomi comuni (un mio amico aveva chiamato ‘Briciola’
il suo golden retriever).
Così ho pensato alla briciola di pane fresco che cade nel latte
quando si fa colazione (magari con un generoso strato di marmellata
di more fatta in casa) è uscito il nick ‘briciolanellatte’ e mi è piaciuto;
il richiamo al latte dava oltretutto un valore aggiunto e specializzante
al primo termine tracciando ancor più la linea demarcante il
carattere del blog.
2.
- Di cosa trattano allora i tuoi racconti?
Trattano, principalmente, come scritto nella precedente risposta, della
vita di provincia. Di quello che accade nei paesini dove l’esistenza
sembra essere più semplice (per quanto i problemi ci siano anche
lì) e più vicina e attenta ai valori umani e sociali.
I paesi in questione sono poi quelli della Valle d’Argea e quindi:
Poggiobrusco, Lughi, Pievàni, Bigialli, Collefili... e altri.
Per meglio orientarsi suggerisco di dare un’occhiata alla cartina
del Mondo Parallelo.
Ci terrei peraltro qui a chiarire, a tutti quei lettori che cercano
sempre la metafora, la morale o il ‘messaggio occulto’ nei
miei post, che spesso non c’é. Non perché non ce
la voglia mettere, ma semplicemente perché non c'è.
3.
- Se nel nick compare la parola ‘briciola’ che è
di genere femminile, questo vuol dire che sei una femmina?
Assolutamente no. Sono un maschio. Ed è uno delle poche certezze
che ho.
Non fatevi trarre in inganno da quella a finale di Briciola.
In fondo Luca, Andrea o Nicola, non sono nomi maschili? E poi lo stesso
termine 'latte' non è forse maschile?
Pertanto non scrivermi commenti ai post del tipo “sei dolcissima”
e “sei molto aggraziata” e non inviarmi e-mail
che iniziano con “Cara Briciola, sono un ragioniere di Vigevano,
sono single e pieno di buone intenzioni, mi piacerebbe tanto invitarti
a cena…” perché non attacca. Mi piacciono le
donne (e solo quelle). E anche parecchio.
Inoltre “Briciolonellatte” suonava
davvero male...
Qualcuno ha anche scritto che sono troppo in gamba per essere un uomo.
È un giudizio (che mi fu espresso peraltro da una donna) che
ho trovato più inquietante che curioso.
È da quando ho aperto il blog, insomma, che ‘lotto’
simpaticamente con questo frequente e comune equivoco tanto da convicermi che sia oramai una battaglia persa ;-) ma era giusto parlarne
qui.
Sto stendendo a questo proposito una interessante casistica sul perché
Briciolanellatte venga inteso comunemente come nick femminile. Se anche
tu vuoi dire la tua, mandami un’e-mail a questo indirizzo:
Al termine della ricerca potresti anche veder pubblicata la tua opinione.
4.
- Briciolanellatte si scrive maiuscolo o minuscolo?
Si scrive maiuscolo perché non è una cosa, ma un nick.
Tu scriveresti il pollaiolo, zizou, zorro, il cavaliere? (lo so, quest’ultimo
non è un nick, però sembra tanto...)
Briciolanellatte, inoltre, si scrive esattamente così come lo
si legge. La dicitura ‘Briciola Nel Latte’ 'BricioleNelLattE'
o ‘bRIciola Nel laTTe’ o tutte le altre possibili
e infinite variazioni schizofreniche (che ho letto qua e là su
diversi blog) sono da considerarsi, ahimé, scorrettissime ;-).
Se avessi voluto scomporre quest’unica parola in quelle che la
formano lo avrei fatto nella testata della homepage dove invece forma una parola unica. Se un vostro amico
si chiamasse ‘Guastatatela’ o ‘Bevilacqua’,
scrivereste ‘Guasta La Tela’ o ‘Bevi L’Acqua’?
Può anche darsi, ma lui probabilmente non ne morirebbe dalla
contentezza.
Comunque le storpiature del nick, devo ammettere, sono divertenti. Da qualche parte ho letto un ‘Briciolanellanotte’ tanto da 'vedermi' in calzamaglia e mascherina nera a volteggiare
sui tetti con il favore delle tenebre. Un altro blogger, invece, ha
scritto un ‘Braciòla nel latte’ che mi ha
alquanto sorpreso. Mi è rimasta infatti la curiosità di
sapere cosa mai potrà mangiare a pranzo quel tipo se a colazione
si sbaffa una braciola di maiale oltre tutto nel latte.
In conclusione: la corretta grafia ora la conosci... ma questo nick
scrivilo pure come ti pare, basta che mi vieni a trovare e a leggere.
5.
- Perché hai aperto un blog?
Per dar sfogo alla mia passione di scrivere. È anche un modo
per sperimentare la scrittura nei campi più disparati e avere
un ritorno di critica, nelle persone che mi leggono, attraverso i loro
commenti. Il blog mi serve anche da autoterapia. Il mettere nero su bianco le proprie idee a volte è utile per chiarirsi le idee, gestire le emozioni più ingombranti, oggettivare, distanziandole, le proprie problematiche.
Comunque non scrivo per vendere libri o articoli, ma solo per farmi
leggere da chi ne ha desiderio di farlo, sicché (a volerla dire tutta) non ho nessuna
esigenza di piacere per forza.
Infine, penso che ci sia un’insopprimibile componente narcisistica
di fondo nel gestire un blog, ma non credo sia un qualcosa di necessariamente
negativo. Per saperne di più sulla ‘funzione’ del
blog rinvio anche alla intervista a Valeria.
6. - Come fai a inventare sempre nuove storie?
Non lo so esattamente: è un processo che ancora mi sorprende.
Quando ero bambino avevo molta fantasia. Poi crescendo, per fortuna,
mi è rimasta. Su questi argomenti ho scritto qualcosa nel Corso
di Bogwriting.
7.
- Quello che pubblichi è un ‘copia/incolla’ di materiale
che hai già pronto oppure scrivi di volta in volta?
Tutti i racconti sono scritti il giorno stesso della pubblicazione o,
al massimo, per ragioni di tempo, il giorno prima.
Il
materiale che ho già pronto negli innumerevoli cassetti non è adatto per essere ambientato
nel Mondo Parallelo.
8.
- Pubblichi da diversi anni: qual è il segreto di questa
costanza?
Credo il desiderio di scrivere di cui parlavo prima. E' una delle poche passioni che non ha mai avuto cedimenti, ma che anzi si è accresciuta col tempo.
9.
- Pubblichi anche per tutta l’estate?
No. Intorno al quindici di luglio ‘stacco’ per
riprendere ai primi di settembre. Questo non significa però,
purtroppo, che io sia anche, per tutto questo periodo, in vacanza dal
lavoro. Tutt’altro.
10.
- Come mai non intervieni quasi mai nei commenti ai tuoi post?
Innanzitutto perché non sono costantemente presente sul blog
per ragioni di tempo, inoltre credo che i commenti servano solo per
commentare il post e non per commentare i commenti.
Penso che il punto di incontro più semplice sia (per me) quello
dell’e-mail.
11.
- Mi piacerebbe
conoscerti di persona: perché non fissiamo un appuntamento?
Sono davvero lusingato: sarebbe bellissimo.
Ma devo dire che ogni qualvolta ho cercato di conoscere gli autori che
più mi piacevano, avendo avuto occasione, per avventura, di conoscerli
personalmente o vedendoli in televisione sono rimasto piuttosto deluso.
Ho trovato cioè sempre un enorme divario tra chi traspariva da
dietro le pagine che avevo letto e la persona che avevo davanti. Ci
si forma molto spesso, in altre parole, un’idea molto personale
e approssimativa dello scrittore che sta dietro ai suoi scritti, che,
il più delle volte, non risponde alla realtà. Io credo
che questo accada perché l’anima non ha nulla a che fare
con il corpo che la racchiude e l’involuvro non deve necessariamente
‘coordinarsi’ con il contenuto. Su questo argomento ho scritto un articolo (--> Essere e Apparire).
Tutto questo comunque per dire che voglio proprio evitarti una simile delusione.
Non mi sembra giusto. ;-)
E poi un minimo di mistero, penso, non guasti.
12. - Per scrivere il post, in prima battuta, usi carta e penna?
No, scrivo sul pc portatile ma spesso uso
anche il Macintosh (un iMac per la precisione) il mio primo grande amore
di computer che ho ‘scoperto’ nel lontano 1988 (quando ancora
ero possessore di un medioevale Macintosh SE).
Non metto, però, mai nulla, nero su bianco, fino a quando il
racconto non è completo nella mia testa. Facendo le debite proporzioni
(ma mi rendo conto che nel paragone potrei rimanerne schiacciato come
una pulce...) il grande regista cinematografico Alfred Hithcock faceva
qualcosa di simile. Prima di girare il film, lo aveva già tutto
nella mente, scena per scena, quadro per quadro, per cui non doveva
far altro che ‘registrarlo’ sulla pellicola.
Ciò che mi ‘ruba’ però, mediamente, più
tempo, non è tanto la costruzione della trama del post, che in
quanto fatto creativo è poco più che istantaneo, ma è
la cura per la forma, di cui sono perennemente scontento. Fino a quando
il testo non fila ‘liscio’, in modo che si legga tutto d’un
fiato, non lo pubblico.
Per saperne di più sulla 'struttura' del post da blog
si può dare un'occhiata al mio intervento su Vita da Blogger
(--> Il
mio blog ha le radici) o, meglio ancora, di nuovo al Corso
di Bogwriting.
13.
- Hai mai pensato di far pubblicare un libro con i tuoi racconti?
Sì. Conoscete qualcuno? ;-)
Alcuni dei ‘migliori’ post sono stati però pubblicati
sul BlogBook
edito dalla Jumper.it, pubblicazione
che ultimamente sembra però introvabile. Inoltre
ho vinto diversi premi anche nazionali di poesia e letteratura anche
se non con il mio nick. Con il nome 'vero' ho anche già pubblicato
molti libri di 'produzione scientifica' cioè strettamente legati
al mio lavoro.
(--> continua)
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BRICIOLANELLATTE © - 2010
http://briciolanellatte.splinder.com
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