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In questa sezione sono raccolti i commenti ai miei post che più mi sono piaciuti.

Prima di riportare i commenti che ho particolarmente gradito, qualche parola la devo però spendere per quelli che invece mi hanno lasciato piuttosto perplesso.

Innanzitutto ci sono i commenti degli anonimi.

Mi rendo conto che non tutti abbiano voglia e tempo di loggarsi su Splinder per lasciare una firma, ma è quanto meno sconcertante che si approfitti di questa situazione di apparente clandestinità per nascondersi dietro alla propria ombra e scrivere quello che non si avrebbe il coraggio di esprimere apertamente.

Non che lasciare un nick aggiungerebbe qualcosa al preteso anonimato (un nick per antonomasia è qualcosa di pura fantasia), ma certamente toglierebbe a queste persone la illusione di essere invisibili. Il che infatti non è vero.

Nella pagina interna Organizza i commenti di Splinder, accessibile solo all'utente registrato, compare, in caso di utente non Splinder, il numero IP del computer dell'ignoto commentatore che diventa quindi facilmente identificabile con un minimo di ricerca.

L'anonimato su Internet è quindi un'utopia (lo sa bene la Polizia postale) e sopravvive solo nella testa delle persone più sprovvedute oltre che maleducate. Non presentarsi con un paravento di nome o di qualsivoglia soprannome è come voler sibilare parole al buio, alle spalle di qualcuno, alterando la propria voce, il che fa molto cospiratore e carbonaro o maniaco.

Un altro tipo di commento (che trovo ahimé sempre troppo spesso) è quello di chi mi chiede se i racconti (ma anche le vignette) li scrivo proprio io.

Dunque, desidero qui chiarire che tutto il materiale pubblicato sul mio blog (ma anche sull’intero sito che è cresciuto attorno) dalle vignette ai racconti, dagli aforismi alle strisce, me lo prepara una équipe di scrittori e disegnatori specializzata reclutati in questi anni un po’ in tutta Europa e che pago profumatamente. Che ci volete farci! È sempre stato un mio desiderio fin da piccolo di dare spazio a racconti scritti da altri spacciandoli per miei. Mi costa una fortuna, ma volete mettere la soddisfazione!

Un tipo di commento che mi fa tenerezza è quello di chi ‘passa per lasciare un saluto’ dicendo ‘che poi tornerà per leggere con calma’.

È tipico di chi non ha nessuna intenzione di ritornare e ha lasciato il commento solo per farsi a sua volta visitare, senza per queso dover leggere il post.

Dello stesso tenore è quello che lascia ‘le faccine’ (per lo più sorridenti) che, come il nero, vanno sempre bene su tutto, qualunque sia il tenore del post commentato, che ovviamente non viene neppure letto.

Un commento che invece mi indispone è quello di chi mi chiede qual è la morale di quel dato post.

I racconti non devono avere necessariamente una morale o un messaggio nascosto. Non è richiesto. Né dalla letteratura in genere, né dal senso comune.

I racconti, proprio in quanto tali, non hanno un intento educativo o formativo o un loro significato criptico che spieghi i segreti della vita e dell’universo. Sono racconti e basta. Non allegorie, non parabole, non messaggi in codice alla cellula dormiente perché dia inizio alla propria catarsi interiore o alla soluzione finale, ma solo e unicamente racconti.

Persino le fiabe, proprio perché fiabe e non favole (e la distinzione non è da poco), non hanno neppure loro una ‘morale’, un insegnamento edificante da far proprio su cui riflettere e meditare. Sono prodotti di fantasia che non hanno nessun intento didascalico. È come se fossero oggetti: come croissant, fotocopiatrici o sassi. La differenza sta nel fatto che sono oggetti fatti di parole. C’è forse un messaggio nel fatto che un sasso sia tale? Non credo, a meno che non lo tiriate in testa a qualcuno.

Non sopporto poi chi, leggendo un post triste, crede di aver capito tutto di me e mi consola o mi conforta. A parte la circostanza che i racconti non sono autobiografici per cui non riguardano la mia vita, ma sono (non lo si era già detto?) frutto di fantasia, non è affatto detto che chi scrive un post triste sia triste o si scriva un post allegro lo sia davvero.

Questa equivalenza mi sembra quanto meno superficiale o puerile e fa un enorme torto alla (presumibile) intelligenza di scrive.

Bene. Buona lettura.
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> ultimo aggiornamento: 11 settembre 2007 <

> numero accessi: [ 1,267 ]<
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